ANIMALI
“… Non sono molti i pittori d’oggi che dipingono con amore gli animali, bisogna voler bene agli animali e conoscerli da vicino, per farlo.
Ma anche come animalista Lunatici è un fantasioso, come i pittori veneti del Settecento, come Pietro Longhi, che dipingevano gli animali esotici senza conoscerli. Le zebre, gli struzzi, i leopardi di Lunatici si imprimono nella memoria…”
Raffaele De Grada
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FOSSILI
Ciascuna impronta è il segno di qualcosa – o qualcuno – passato in un dato momento in quel punto esatto.
Presenza che evoca un’assenza, inseguirne le tracce è da sempre un’arte: l’arte del ritrovamento. Nell’intreccio di queste traiettorie è avvenuto l’incontro di Lunatici con Arkhé, l’archetipo, il primo segno impresso. Non dall’uomo: dalla natura stessa. Strada – o meglio ricerca – senza ritorno.
Lo sguardo si pone dentro la materia. Insegue quel tratto preciso, quel segno unico e decisivo. Definitivo.
… Sino all’ultimo, quasi sacrilego pensiero: dipingere la polvere che non ritornerà alla polvere.
Natalia Robusti
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Rinoceronte
RINOCERONTE
Un rinoceronte in un metro per un metro.
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Ogni volta che si guarda con attenzione un animale, si ha l’impressione di vederci dentro un uomo che si fa beffe di noi.
Elias Canetti, La provincia dell’uomo, 1973
Temo che gli animali vedano nell’uomo un essere loro uguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale: vedano cioè in lui l’animale delirante, l’animale che ride, l’animale che piange, l’animale infelice.
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 1882